Biografia

Qualche breve cenno biografico per conoscerci.

Mi chiamo FRANCESCO FELIS

Sono nato ad Albenga il 5 marzo 1957 e lì sono rimasto sino al 1967,
poi  insieme alla mia famiglia, mio padre impiegato all’ ufficio delle imposte, mia madre insegnante di scuola media e mio fratello gemello, ci siamo trasferiti a Genova. Qui ho frequentato la scuola media e il liceo classico (Andrea Doria) e mi sono laureato, con 110 e lode in giurisprudenza, nel 1981.
A gennaio del 1982 ho iniziato la pratica in uno studio notarile e nel 1986 ho sostenuto a Roma il concorso nazionale per notaio.
Ho iniziato a lavorare come notaio a Genova nell’aprile del 1988.

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LA MIA PROFESSIONE

Cos’è un notaio e cosa fa?
Il modo migliore per rispondere è rinviare ad un estratto di uno studio apparso di recente a proposito della Crisi Economica nata in America   -    ”Global Legal Standard“: il contributo del notariato italiano

Che ruolo svolge il notaio nella società?
Un collega molto efficacemente ha messo in evidenza quanto vale la sicurezza dell’ acquisto immobiliare, comparando la situazione americana a quella italiana.
A questa analisi vi rinvio invitandovi ad una breve lettura: leggi qui

Come si diventa notai?
Molto è stato scritto. Circolano tanti luoghi comuni. Come che solo i figli di notai diventano notai: non è vero! Solo il 17% dei notai in esercizio è figlio o parente di notaio. Io, come la maggior parte dei miei colleghi, no. Come ho detto sono figlio di impiegati pubblici e ho studiato tanto.
Forse la cosa migliore è spiegare il mio percorso.
Dopo la laurea, mio padre,che conosceva un giudice, mi mandò da lui per sapere quale fosse il metodo migliore per  preparasi per il concorso in magistratura, cioè quali libri era meglio studiare, quali corsi di specializzazione seguire ecc. Il magistrato, anzichè darmi quelle notizie mi disse: “Lei si è laureato molto  bene. Perchè prima di dedicarsi allo studio per l’ esame in magistratura non fa un breve periodo di frequenza in uno studio notarile, professione di impostazione analoga a quella dei giudici? Se le piace continua lì, altrimenti si butta sullo studio per magistratura”.
Così avvenne che mi ritrovai in uno studio notarile e dopo 4 anni di studio inteso andai a fare il concorso a Roma.
Chi non ha mai sostenuto questo esame difficilmente riesce a capire cosa significhi e quale tipo di fatica, di preparazione e di patimento comporti. E’ una prova che segna per tutta la vita. Su circa 5000 concorrenti, solo 3000 consegnarono i temi e solo 80 furono ammessi all’orale. Io arrivai nella graduatoria di merito 26°e in quella ufficiale, poichè eravamo a pari merito ed ero il più giovane di età, 29°.
Iniziai subito a lavorare a Genova. Ero l’ unico ligure ad aver passato l’ esame.

LA MIA FAMIGLIA

Mi sono sposato nel 1993 con una collega, Sara Bono, incredibilmente ancora mia moglie dopo 16 anni.
Nel 1995 è nata Maddalena, che ora frequenta il liceo scientifico. Nel 2004 è nata Angela, che ovviamente è ancora alla scuola dell’infanzia. Due età diverse: gioie diverse, problemi diversi.
Completa la nostra famiglia il nostro amatissimo gatto, Tom.
Abitiamo a Genova, in centro.
Due anni fa, dopo una lunga malattia, ho purtroppo perso mio padre, ma ho la fortuna di avere ancora mia madre, alla quale dedico con amore tutte le attenzioni possibili. L’esperienza della malattia e dei disagi degli anziani mi ha fatto molto riflettere su quello che possiamo e dobbiamo fare per loro. Insieme ai racconti del mio gemello, ginecologo, mi ha  istruito su molti problemi della sanità in Liguria.

LE MIE ESPERIENZE POLITICHE

Ho avuto una piccola esperienza politica. Nel 1991, dopo qualche anno di professione, mi sono iscritto al Partito Liberale, verso il quale sin da studente avevo simpatie.
Ho collaborato a stendere lo statuto del Comune di Genova.
Adesso faccio parte del Pdl.
Ritengo che una concezione liberal-cattolica corrisponda alla tradizione italiana ed unisca due metodi e due impostazioni che possano fare uscire l’ Italia dalla presente, molto pesante, crisi economica. Che è il vero problema delle famiglie e dei cittadini ed è per molti devastante e fonte di traumi non solo economici.
(Rinvio ad alcuni dati pubblicati sul sito che evidenziano la situazione ligure)

IL SERVIZIO

“We serve” è il motto del Lions Club International, a cui mi onoro di appartenere da moltissimi anni.
Sono stato presidente del Genova Alta per due volte, delegato di zona, presidente di circoscrizione, più volte officer del Governatore.
Sono un sostenitore fin dalla sua nascita della Banca degli Occhi Melvin Jones del Distretto 108IA2
I Lions sono la più grande associazione di assistenza del mondo ( scopri di più sui Lions )

Il loro credo è riassunto nei “Principi dell’Etica lionistica” che vi invito a leggere.

LA MIA ESPERIENZA PROFESSIONALE

Nella professione come mi sono comportato?
Non sono figlio di notai nè ho parenti notai, tranne la moglie che però è arrivata dopo.
Ho iniziato a lavorare da solo, con una sola impiegata, in uno studio di 40 metri e poco per volta ho svolto la mia professione.
E’ difficile giudicarsi. Posso dire che di certo mi sono sempre attenuto a due principi:  proteggere la parte più indifesa o debole e cercare di far capire a tutte le parti quello che avveniva, quello che loro stavano facendo e le conseguenze degli impegni che stavano assumendo.
Ho cercato di far sì che evitassero imbrogli e liti, senza mai approfittare dell’ ingenuità di qualcuno.
Non ho mai inseguito il profitto facile a scapito dell’etica.
Sono stato docente alla scuola del notariato e relatore scientifico a diversi convegni giuridici.
Fare il notaio è spesso come fare il confessore. Ti permette di essere vicino ai Grandi e ai Piccoli. Ai grandi capitali e ai problemi della vita delle persone qualunque. Problemi economici sì, ma anche problemi morali. Dal notaio si va a fare la costituzione di una società, ma si va anche a fare testamento.
Il mio lavoro mi ha permesso di conoscere e capire, da vicino, le persone.

COME SONO

Cerco di evitare, sempre nella vita, esposizioni molto lunghe o molto teoriche. Ma odio anche gli slogan e le frasi fatte, la semplificazione ad ogni costo,  a scapito dei contenuti.
Sono convinto che il metodo migliore sia la conoscenza e la frequentazione, ormai anche telematica, per capire se si possa riporre o meno la fiducia in qualcuno.
Dunque solo una breve nota conclusiva,sopratutto per chi avesse trovato l’ esposizione troppo arida o burocratica. E’ un po’  voluta perchè ritengo che l’ obiettività sia un requisito positivo e si raggiunga anche con un’ esposizione magari “notarile” poco poetica ma più concreta.
Credo nel merito  e nella “compassione”, nella legalità  e nella lealtà, nella conoscenza e nella carità.
I miei difetti e i miei pregi. Ho detto che è difficile giudicarsi ed è meglio che lo facciano gli altri.
Di sicuro sono nervoso e talvolta irascibile. Di sicuro però cerco sempre di sentire gli altri e di evitare i pregiudizi (nel senso etimologico del termine, cioè di giudizio anticipato, nel bene e nel male, prima di essermi informato).
Penso soprattutto di essere affidabile. Non sempre posso assicurare i risultati ma sempre posso assicurare il mio comportamento, cioè basare il mio impegno su metodo ,costanza e preparazione.